Tolentino815

Avevo questo post pronto da giorni e giorni ma dopo che Tads ha scritto che le mie foto praticamente non si vedono mi ha presa un po’ lo scoramento.

Fortuna la Ally che mi svolta la giornata con una smentita ufficiale e mi dà lo sprint per pubblicare questa infinità di scatti che ho fatto a Tolentino.

( son talmente tanti che se anche qualcuno non si carica pazienza 😉 )

Tolentino è una città piccola piccola messa a dura prova dal terremoto ma attiva come poche nell’ambito delle iniziative culturali.

Ci sono eventi di continuo ma per noi che partiamo da Pesaro risulta parecchio lontana e quindi ce li perdiamo sempre.

Ma questa incredibile rievocazione di una battaglia del 1815 proprio non ce la volevamo far scappare, quindi nonostante il tempo bigio, siam saliti in macchina e ci siam sciroppati due orette di viaggio.

Al mattino abbiamo assistito alle celebrazioni in piazza e abbiamo passeggiato per le strade del centro storico, dove ciò che più salta all’occhio è l’infinita pazienza del vivere con le impalcature di legno alle finestre,  nei portoni e in certi casi su tutta la casa.

La tristezza di veder celebrare la messa in un tendone perchè il Duomo è inagibile e chissà quando potrà tornare a splendere.

Ma niente sposta i gruppi di anziani da davanti ai bar e i bambini dai parchetti ed intoccabile è anche il profumo del cibo della domenica che si invola dalle finestre.

E anche se la vita è dura, finchè ci sono queste cose siamo salvi.

Nel pomeriggio ci siamo spostati in periferia, dove si trova il Castello della Rancia che è stata una vera e propria rivelazione, sia per la sua bellezza architettonica, sia per l’incredibile mostra dedicata alla Compagnia della Rancia che è ospitata al secondo piano ed è di una spettacolarità unica.
Allestita con un amore e una passione palpabili ad ogni passo.

Ovviamente ci è subito venuta voglia di  andare a vedere un loro musical ! Ma veniamo a quello che è l’evento vero e proprio, Tolentino815, ricostruzione di una battaglia decisiva per la guerra austro-napoletana, combattuta dal Re di Napoli, Gioacchino Murat ( nelle foto è quello che se ne sta in disparte col cappello piumato di bianco ) contro le truppe austriache.

Murat venne sconfitto e questo segnò il ritorno dei Borbone sul trono Napoletano, ma questa battaglia, come più e più volte ci ha ricordato lo speaker che animava la giornata, è considerata la prima vera battaglia del Risorgimento italiano.

Si tratta di una ricostruzione sbalorditiva che ci ha letteralmente entusiasmati, tanto che abbiamo deciso di troncare con le sagre medievali per buttarci sulle battaglie ottocentesche.

Io proprio non riesco ad immaginare quanta passione debbano avere le persone che animano un evento di questo tipo ma si è trattato davvero di un viaggio temporale per noi spettatori.

Un viaggio bellissimo.

L’appuntamento è fra tre anni ma nel frattempo ci organizziamo per altre rievocazioni che abbiamo scoperto essere numerose e diffuse su tutto il territorio italiano.

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Per il resto siam qui con l’acqua alla gola, due adolescenti sotto esame non sono uno scherzo, nel nostro piccolo anche noi combattiamo grandi battaglie.

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Avrei da chiedere un favore a chi legge questo blog silenziosamente, perchè questa cosa davvero mi cruccia e finchè non la spiano non avrò  pace, quindi vi sarei grata se lasciaste un breve commento sulla difficoltà o meno ad aprire le mie pagine, così che eventualmente io possa cercare una soluzione.
Se in un blog fotografico non si vedono le foto il problema è grosso !
😉

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A prestissimo

 

 

hanami

Avere due ( DUE !) figli adolescenti è un’avventura bellissima.

Certi giorni tocca un po’ cavalcare l’onda,
mentre in altri è bene munirsi di scudo intergalattico e alabarda spaziale per meglio affrontare i loro malumori.

Il vantaggio di questo periodo oscuro della nostra vita familiare è che a me e al Capo capita sempre più spesso di essere soli soletti.

Tanto da poterci persino permettere un’intera giornata di gita fuori porta, con annessa mostra fotografica.

La scelta è ricaduta su Cartier Bresson esposto alla Mole di Ancona.

Una mostra se vogliamo abbastanza costosa rispetto all’offerta ma suppongo si paghi abbondantemente anche la fenomenale location.

Bresson mi piace ( pur non essendo tra i miei preferiti ) per il coraggio che mette nell’immortalare le persone senza mai renderle ridicole o esprimere giudizi.

Adoro lo scatto di quella signora non più giovane, vestita con classe e stesa sulla panchina senza che nulla sia lasciato al caso… cuscino, giornale, bastone a sorreggere le gambe. Sono innegabilmente io tra nemmeno molti anni !

E poi i miei scrittori preferiti, colti dentro una quotidianità che si fatica ad immaginare.

Difetto grosso della mostra è stata la completa assenza di didascalie che soddisfacessero le mille curiosità che ogni foto porta con sè e la dimensione standard e ridotta delle foto.

Non so, forse sono io ad essere noiosa, ma tutte queste fotine uguali e allineate mi han dato l’impressione di una concezione molto vecchia di mostra fotografica.
Una concezione che nell’ultimo decennio è stata ampiamente superata  (per fortuna) e che ha lasciato spazio ad esposizioni più vivaci e coinvolgenti.

Però la Mole è un fantastico nonluogo, ritagliato dentro una città caotica e chiassosa, dove si svolgono decine di attività parallele e sembra davvero impossibile che là dove si è consumata un’immane quantità di dolore e sofferenza possa oggi esserci tanta pace.

Di Ancona ho sicuramente già parlato in qualche vecchio post, quindi perdonatemi eventuali ripetizioni.

Credo sia una di quelle città di cui si dice “bella ma non ci vivrei”.

Ha una viabilità pazzesca e immagino che girare in macchina tra salite, discese e traffico sia una notevole fonte di stress.

Però ci sono tante piazzette, molto verde, bei negozi, cibo ottimo e una buona accoglienza.

La zona del porto è incredibile e non nego che io e il Capo abbiamo passato del gran tempo ad osservare le attività di carico e scarico.
Due anziani al cantiere praticamente !

Non so quanto abbiamo camminato, di sicuro un bel po’, ma non eravamo stanchi per nulla e nonostante questo non sia un periodo spensierato, è stato bellissimo tornare ad essere dei fidanzatini frivoli e scanzonati, anche se solo per un giorno.

Ma è bello anche tornare a casa e trovare un mondo che fiorisce e un ragazzino che ha ancora voglia di giocare con le lumache. Molte piante sono uscite dalla serra e hanno ritrovato il loro posto nel portico, tante altre stanno prendendo vita nel mio semenzaio.

Sono così felice di ritrovare i colori e i profumi della primavera !

A giorni potremo avere l’hanami de casa nostra perchè il ciliegio sembra aspettare solo un’altra giornata di sole per aprirsi e anche il glicine ( la mia passione assoluta ) ha le pannocchie che scalpitano.

Spero che questa stagione gloriosa ci regali tante belle giornate !

A prestissimo