la “calda vita” di tutti e di tutti i giorni *

Potrei raccontarvi la rava e la fava della fine della scuola, degli esami, delle cene, dei compleanni, dei tatuaggi, dei guasti telecom, del caldo, del fresco della sera, del cinema all’aperto, dei festival…ma non lo farò per evitarvi il tedio.

Risucchiata dal quotidiano mi son scordata di questo spazio abbandonato a se stesso e mi son resa conto che di recente ho scattato foto soprattutto col cellulare ( quindi di infima qualità ) per l’urgenza di condividerle subito con chi non è con me.


L’ultima ( e rara ) uscita tutti insieme è stata al cinema,  per la visione di un bel documentario sui gatti di Istanbul.

( Da lì è poi scattato l’innamoramento per la città e da oltre un mese leggo solo romanzi ambientati ad Istanbul e guardo vecchi film turchi)

  I gatti invece non ci mancavano nemmeno prima, anzi, direi che siamo in un periodo di abbondanza 😉

Erano almeno tre anni che non avevamo dei micini da spupazzare e davvero mi chiedo come abbiamo fatto a dimenticarci quanto sono meravigliosi i cuccioli !

Certo, il loro entusiasmo porta con sè diversi inconvenienti ( non so quante piante mi hanno distrutto… per non parlare poi dell’odore poco gradevole che aleggia nella zona di giardino che hanno scelto come lettiera ) ma indubbiamente vale la pena di sopportare qualche disagio perchè ciò che restituiscono in allegria e tenerezza non ha paragoni.

Anche il giardino, ogni giorno, mi fa dei regali preziosissimi.

Quest’anno mi sento molto appagata dalle mie fatiche botaniche, perchè tutte le bustine e i rizomi comprati a prezzi stracciati hanno letteralmente fatto miracoli.

Persino le piante da orto si stanno dimostrando generose, tanto che ci siamo ripromessi di metter su un orto serio ( ahimè, non sarà mai bello e ordinato come quello del marito della FrancaRita ) il prossimo anno ed è già iniziata la fase progettuale.

( Qui da noi la progettualità è un po’ il sale della vita matrimoniale ! )

E mentre studio e progetto, raccolgo i pomodori, i meloni e i cetrioli più buoni del mondo !

Abbiamo spento anche qualche candelina ma come potete vedere non è più tempo di sorrisi verso l’obiettivo fotografico.

Ma che ci posso fare ?!

Io nonostante tutto continuo ad essere felice e innamorata di ogni creatura che abita in questa casa e non c’è altro posto al mondo dove vorrei essere se non qui.

Buone vacanze !

* Il titolo si rifà ad una poesia di Saba che rappresenta per me il più profondo ricordo d’estate poichè più volte l’ho studiato in questa stagione e inevitabimente associo ogni sua parola a certe malinconie estive giovanili di cui oggi ho una gran nostalgia.
E’ un po’ lunga ma val la pena.

Il Borgo

Fu nelle vie di questo
Borgo che nuova cosa
m’avvenne.
Fu come un vano
sospiro
il desiderio improvviso d’uscire
di me stesso, di vivere la vita
di tutti,
d’essere come tutti
gli uomini di tutti
i giorni.
Non ebbi io mai sì grande
gioia, né averla dalla vita spero.
Vent’anni avevo quella volta, ed ero
malato. Per le nuove
strade del Borgo il desiderio vano
come un sospiro
mi fece suo.
Dove nel dolce tempo
d’infanzia
poche vedevo sperse
arrampicate casette sul nudo
della collina,
sorgeva un Borgo fervente d’umano
lavoro. In lui la prima
volta soffersi il desiderio dolce
e vano
d’immettere la mia dentro la calda
vita di tutti,
d’essere come tutti
gli uomini di tutti
i giorni.
La fede avere
di tutti, dire
parole, fare
cose che poi ciascuno intende, e sono,
come il vino ed il pane,
come i bimbi e le donne,
valori
di tutti. Ma un cantuccio,
ahimé, lasciavo al desiderio, azzurro
spiraglio,
per contemplarmi da quello, godere
l’alta gioia ottenuta
di non esser più io,
d’essere questo soltanto: fra gli uomini
un uomo.
Nato d’oscure
vicende,
poco fu il desiderio, appena un breve
sospiro. Lo ritrovo
– eco perduta
di giovinezza – per le vie del Borgo
mutate
più che mutato non sia io. Sui muri
dell’alte case,
sugli uomini e i lavori, su ogni cosa,
è sceso il velo che avvolge le cose
finite.
La chiesa è ancora
gialla, se il prato
che la circonda è meno verde. Il mare,
che scorgo al basso, ha un solo bastimento,
enorme,
che, fermo, piega da un parte. Forme,
colori,
vita onde nacque il mio sospiro dolce
e vile, un mondo
finito. Forme,
colori,
altri ho creati, rimanendo io stesso,
solo con il mio duro
patire. E morte
m’aspetta.
Ritorneranno,
o a questo
Borgo, o sia a un altro come questo, i giorni
del fiore. Un altro
rivivrà la mia vita,
che in un travaglio estremo
di giovinezza, avrà per egli chiesto,
sperato,
d’immettere la sua dentro la vita
di tutti,
d’essere come tutti
gli appariranno gli uomini di un giorno
d’allora.

Vacanze di Natale 2…e son subito finite :(

Due settimane son troppo poche.

Le vacanze di Natale, per appagarci, dovrebbero durare almeno un mese !

Soprattutto quando tutto va bene.

Il tempo è stato a dir poco fantastico…un’invernata memorabile, piena di luce, sole e aria frizzantina.

I parenti son stati bene (spero).

I regali son piaciuti…
ma del Natale in sè per sè non ho molto da dire.

Quello che più mi piace di questo periodo di pausa è l’avere tutti a casa.

Per me che passo del gran tempo in solitudine un po’ di sano caos sotto il tetto è un vero e proprio toccasana !

Cucinare insieme, guardare trilioni di film, giocare, chiacchierare…io son fatta per questo !

Ma a questo punto (modestia a parte 🙂 ) credo di esser fatta anche per la “cactus coltivazione”  visto che dentro la serra è tutto un brulicare di misteriosi boccioli !

E ancora non l’ho capito se la folle escursione termica che si stan sciroppando lì dentro gli faccia bene o male, fatto sta che le piante son verdi e rigogliose e quelle di origine africana e sudamericana pensan di essere tornate a casa e mi fan dei fiorellini che sono ogni giorno una sorpresa.


Di sicuro son fatta per il fair isle e dopo aver finito la manica del maglione precedente, mi son subito buttata su di un altro ( Birkin versione monochrome ).

Seguire uno schema e giostrare due fili è divertentissimo tanto che mi tiene sveglia fino a tarda ora.

Sono così gasata da credere che una volta terminato questo, avrò la forza di tentare qualcosa di più elaborato e tradizionale 😉

Ma non sono solo una creatura operosa !
Sono soprattutto contemplativa, dunque nemmeno quest’anno ci siam fatti sfuggire la mostra di fotografia ai musei S. Domenico di Forlì !

Erwitt non è esattamente il mio fotografo preferito ma amo molto un certo tipo di America che lui ha documentato benissimo.

Guardare le sue foto è un po’ come trovare le illustrazioni di tanti libri che ho letto e riletto.

L’allestimento della mostra era semplicemente perfetto ( soprattutto perchè all’ora di pranzo c’è il vuoto pneumatico e si gira che è una meraviglia !) .
Unica pecca l’audioguida, che era scritta coi piedi e letta con un tono “a me particolarmente sgradito”.

Ma è bastato rifare tutto il giro senza l’inutile ingombro di descrizioni insulse per perdersi dentro situazioni e paesaggi di un’epoca che purtroppo non possiamo che vivere grazie agli scatti di questi grandi maestri.

Di Forlì invece non ho molto da dire.

Anche loro avevano uno “spelacchio” in piazza ma nessuno sembrava dargli tanta importanza.

E’ una città che negli ultimi anni ho frequentato con una certa costanza ( grazie allo straordinario spazio espositivo di cui si sono dotati con la ristrutturazione del complesso S. Domenico ) e mi ci sento un po’ a casa.

Mangiamo sempre nello stesso ristorantino, facciamo il giro a guardare le stesse vetrine e finiamo con il far merenda in un’ottima pasticceria che c’è in piazza.

Però senza l’attrattiva delle mostre, nonostante la sua straordinaria accoglienza, credo non mi verrebbe mai in mente di andare a passare una giornata a Forlì.

E ora niente…
a vacanze finite non resta che tentare di depurarci dalla quantità immane di zuccheri e cioccolato che abbiamo buttato giù.

Con un po’ di nostalgia per la spensieratezza delle feste e delle lucine, rientriamo nei ranghi e riprendiamo a marciare !

Hop hop !