Dormi sepolto in un campo di grano

Il 25 Aprile é una ricorrenza che amo molto e se posso partecipo volentieri alla commemorazione istituzionale.

La mia famiglia  stava idealmente dalla parte opposta a quella partigiana quindi sono cresciuta molto lontana dal mito della resistenza.

Il rispetto per lotta dei partigiani è una conquista che ho fatto tramite la letteratura e gli studi universitari (un po’ tardino in effetti ) e per un lungo periodo é stata una vera e propria passione.

Forse c’è un che di stantio e persino un po’di retorica nei discorsi che si ascoltano il 25 Aprile ma trovo che di questi tempi, in cui si ascoltano tante oscenità, certe parole siano un vero e proprio toccasana per il cuore.

L’unica cosa che mi lascia dubbiosa (ma forse accade solo nella mia città) è la totale assenza di persone sotto i quarant’anni ( fatta eccezione per quelli trascinati dai loro genitori 😉 )

Io non ci ho mai nemmeno pensato al tentativo di appassionare i miei figli a quest’argomento, perchè so per certo che otterrei l’effetto opposto, ma così come non ci ho provato io, credo non lo abbia fatto nessun altro nè a scuola, nè altrove.

Temo che nonostante tutti i discorsi sull’importanza della memoria e  della storia, nel giro di un decennio perderemo la parte viva e testimoniante di questo periodo storico e allora diverrà un’eco lontanissima e impersonale per i nostri ragazzi, come le mille altre guerre che studiano sui libri.

Non è detto che sia necessariamente una cosa negativa anzi, forse sentire lontane certe brutture è una conquista, ma a me sembra ugualmente una cosa triste.

Fortuna che la mattina, in certi bar di Cattolica, fanno dei cappuccini speciali e te li servono con il sorriso.

E lo so che siete stufi di foto di fiori e verzure ma quando c’è Cattolica in Fiore tocca andare e scattare a più non posso, così si tengono occupate le mani e la testa e si evita il tracollo economico.

Infatti quest’anno sono stata morigeratissima e ho acquistato solo un Acero Rosso Giapponese ( anche se mio fratello mi ha insinuato il dubbio che si tratti di un tarocco della Cina visto il prezzo bassissimo ) che ancora non ho fotografato perchè è lì, in paziente attesa che io gli procuri un contenitore più adatto alla sua strepitosa bellezza e lo rinvasi.

Ma girando nel giardino ho comuque di che rifarmi gli occhi.

Il glicine ha avuto una fioritura modesta  ma prolungata mentre il ciliegio e il melo si sono mostrati quasi arroganti nel loro impetuoso fiorire.

Peccato che le ciliegie però siano minuscole e stiano cadendo una dopo l’altra senza nemmeno darci la soddisfazione di assaggiarne una.

Quest’anno sono fermamente intenzionata salvare le mie mele dal malefico verme, quindi mi sono munita di un potentissimo prodotto chimico ( giuro che ho seguito le istruzioni in modo manicale e non avrò nessun’ape sulla coscienza !) e ho personalmente provveduto all’aspersione dell’albero rischiando l’attacco d’asma ma ora vediamo chi la spunta !

Inutile dire che la primavera impazza e io ogni anno mi ci butto come se la vivessi per la prima volta.

Ci sono così tante cose da fare, da pensare e di cui prendersi cura che le giornate volano via senza lasciare tanto tempo all’introspezione.

Anche la post produzione delle mie foto arranca e se penso che domenica ne ho scattate più di seicento mi vien male.

State pronti che nel prossimo post vi tocca un’immersione totale nel 1815, per quella che è stata la più pazzesca rievocazione storica a cui abbia mai partecipato.

A prestissimo, spero 😉

 

hanami

Avere due ( DUE !) figli adolescenti è un’avventura bellissima.

Certi giorni tocca un po’ cavalcare l’onda,
mentre in altri è bene munirsi di scudo intergalattico e alabarda spaziale per meglio affrontare i loro malumori.

Il vantaggio di questo periodo oscuro della nostra vita familiare è che a me e al Capo capita sempre più spesso di essere soli soletti.

Tanto da poterci persino permettere un’intera giornata di gita fuori porta, con annessa mostra fotografica.

La scelta è ricaduta su Cartier Bresson esposto alla Mole di Ancona.

Una mostra se vogliamo abbastanza costosa rispetto all’offerta ma suppongo si paghi abbondantemente anche la fenomenale location.

Bresson mi piace ( pur non essendo tra i miei preferiti ) per il coraggio che mette nell’immortalare le persone senza mai renderle ridicole o esprimere giudizi.

Adoro lo scatto di quella signora non più giovane, vestita con classe e stesa sulla panchina senza che nulla sia lasciato al caso… cuscino, giornale, bastone a sorreggere le gambe. Sono innegabilmente io tra nemmeno molti anni !

E poi i miei scrittori preferiti, colti dentro una quotidianità che si fatica ad immaginare.

Difetto grosso della mostra è stata la completa assenza di didascalie che soddisfacessero le mille curiosità che ogni foto porta con sè e la dimensione standard e ridotta delle foto.

Non so, forse sono io ad essere noiosa, ma tutte queste fotine uguali e allineate mi han dato l’impressione di una concezione molto vecchia di mostra fotografica.
Una concezione che nell’ultimo decennio è stata ampiamente superata  (per fortuna) e che ha lasciato spazio ad esposizioni più vivaci e coinvolgenti.

Però la Mole è un fantastico nonluogo, ritagliato dentro una città caotica e chiassosa, dove si svolgono decine di attività parallele e sembra davvero impossibile che là dove si è consumata un’immane quantità di dolore e sofferenza possa oggi esserci tanta pace.

Di Ancona ho sicuramente già parlato in qualche vecchio post, quindi perdonatemi eventuali ripetizioni.

Credo sia una di quelle città di cui si dice “bella ma non ci vivrei”.

Ha una viabilità pazzesca e immagino che girare in macchina tra salite, discese e traffico sia una notevole fonte di stress.

Però ci sono tante piazzette, molto verde, bei negozi, cibo ottimo e una buona accoglienza.

La zona del porto è incredibile e non nego che io e il Capo abbiamo passato del gran tempo ad osservare le attività di carico e scarico.
Due anziani al cantiere praticamente !

Non so quanto abbiamo camminato, di sicuro un bel po’, ma non eravamo stanchi per nulla e nonostante questo non sia un periodo spensierato, è stato bellissimo tornare ad essere dei fidanzatini frivoli e scanzonati, anche se solo per un giorno.

Ma è bello anche tornare a casa e trovare un mondo che fiorisce e un ragazzino che ha ancora voglia di giocare con le lumache. Molte piante sono uscite dalla serra e hanno ritrovato il loro posto nel portico, tante altre stanno prendendo vita nel mio semenzaio.

Sono così felice di ritrovare i colori e i profumi della primavera !

A giorni potremo avere l’hanami de casa nostra perchè il ciliegio sembra aspettare solo un’altra giornata di sole per aprirsi e anche il glicine ( la mia passione assoluta ) ha le pannocchie che scalpitano.

Spero che questa stagione gloriosa ci regali tante belle giornate !

A prestissimo