hand carved

Ogni tanto provo ad affacciarmi a questa finestra.

Caccio il naso dentro le case degli altri, salvo le foto di progetti che mi ispirano, cerco conforto in coloro che hanno più spirito di iniziativa.

Il fatto è che non succedono poi grandi cose da queste parti, l’entusiasmo è ai minimi storici anche se ognuno di noi tenta di dare comunque il meglio che può.

C’è chi cucina, chi studia, chi chiacchiera, chi legge, chi tiene calda la casa, che sono poi le cose di sempre ma hanno il gusto diverso di un tempo sospeso, in attesa di non si sa che.

Di sicuro non aspettiamo le vacanze di Natale con la stessa brama degli altri anni visto che le passeremo soli come fossero giorni qualsiasi 🙁

La cosa più entusiasmante della settimana sembrano essere le passeggiate in campagna che ci portano lungo nuovi percorsi perchè intorno casa abbiamo praticamente consumato il prato.

Talvolta si incontrano animali inusuali e anche se devo ammettere che non amo particolarmente i cavalli, mi rendo conto che emotivamente son messa così male da averli toccati tutti con un trasporto che solitamente mi è estraneo.

Fortunatamente la mia vita interiore è abbastanza movimentata da garantirmi il superamento delle frustrazioni.

Ci sono così tante cose che mi rallegrano e mi riempiono la testa che vista la scarsità delle foto da postare mi permetto di inserire qui di seguito…chissà che non appassionino anche voi.

La mia Alice cresce in modo esponenziale , così come lo scialle che vi ho mostrato la volta scorsa.

La sera, dopo che tutti vanno a letto, io mi piazzo nel mio cantuccio e metto crocetta su crocetta senza stancarmi mai.
Quasi sempre mi devo imporre di posare il telaio e andare a letto altrimenti rischio di far mattina.

A tenermi compagnia un narratore straordinario Edoardo Camponeschi che su YouTube gestisce una delle migliori pagine di audiolibri la Ménéstrandise Audiolibri che vi consiglio caldamente.

Io dopo essermi ascoltata 1984 sono passata alla Fattoria degli animali e sono entusiasta del riuscire a fare due cose contemporanemente.

Pur essendo lontanissima dalla conclusione del mio quadro ho già buttato un occhio sul cosa mi piacerebbe iniziare dopo e mi sono innamorata di questo sampler della Long Dog.

E’ una specie di pellegrinaggio a crocette e nello schema ci sono anche dei testi legati al percorso che raccontano gli animali, i simboli e tutto il resto.
Io ho un’adorazione per i conigli e qui ne salta fuori uno in ogni angolo!

Cercando le persone che avevano completato lo schema mi si è aperto un mondo di blog giapponesi e russi che leggo grazie al traduttore.

E’ bellissimo potersi avvicinare a persone che vivono in una cultura completamente differente e in una quotidianità lontanissima dalla nostra ma con cui abbiamo una passione in comune.

Ho salvato una lunga serie di link legati al Giappone e appena posso mi vado ad immergere in questo mondo lontano che è una vera boccata d’ossigeno per me.

Ma non di soli fili vive la donna e quindi ho ritirato fuori un vecchio regalo del Capo (un fantastico set da intaglio) e mi sono messa in testa di iniziare una produzione di cucchiai di legno.
Ma non li trovate bellissimi ?
Anni fa avevo fatto degli uncinetti, più per l’estetica che per la funzionalità ma questi cucchiai devono assolutamente apparire sulla mia tavola, e visti i prezzi a cui li vendono gli artigiani americani, non c’è altro modo se non farmeli da sola.

Chissà se tra un paio di settimane avrò ancora tutte le dita che mi servono per la tastiera ?!

Concludo, anche se avrei un sacco di altri luoghi del cuore da consigliarvi, con un po’ di nutrimento per l’anima.

Nick Cave, da qualche anno, invia questa newsletter a chi ne fa richiesta.
Sono sostanzialmente risposte alle domande che gli pongono i fan.

Non amo molto la sua musica devo confessare.
Da ragazza ho letto i suoi romanzi ma anche quelli non mi avevano entusiasmata granchè.
Credo sia più il personaggio ad attirarmi ma ora che lo leggo settimanalmente resto sbalordita dal percorso che ha fatto quest’uomo e dall’incredibile umiltà con cui dispensa consigli e aiuta chi è in difficoltà.
Trovo sia una persona che ha molto da insegnare e non posso fare a meno di ammirarlo per quello che è riuscito a raggiungere nonostante la vita disperata che ha condotto.

Bene.
Purtroppo Altervista, il gestore di queste pagine, ha introdotto un nuovo sistema di stesura dei post ed è inutile dire che lo trovo complicato e macchinosissimo.
Ho impiegato il triplo del tempo a scriver queste quattro righe e non sono nemmeno sicura di come ho sistemato le foto.

Spero di imparare velocemente a gestire questi simpatici blocchi di scrittura…se ci sono refusi abbiate pazienza.

Buon Dicembre e a prestissimo

Fase due, quasi tre

L’avvento della seconda fase ci trova abbastanza impreparati devo ammettere.

Siamo così addomesticati e storditi dagli eventi che a stento troviamo lo slancio per ribellarci a qualcosa.

Al supermercato dove vado abitualmente hanno sostituito i guanti della frutta con dei sacchettini minuscoli che portano stampigliata sopra la parola GUANTO.
Una volta infilati impediscono qualsiasi movimento delle dita e di conseguenza annullano la funzione prensile della mano.
Del resto è difficile usare una mano chiusa in un sacchetto di plastica ma pare che tutti si siano messi d’accordo per chiamarli guanti e fingere che lo siano.
Chi sono io per contraddirli o lamentarmi?!
Nessuno, quindi metto su il mio bel guanto senza dita e faccio quello che devo fare, impiegandoci come minimo il triplo del tempo e maturando un certo disagio.

Ecco, direi che questa è un po’ la sintesi di come affrontiamo tutta la situazione.

Rassegnazione, adattamento, sopportazione e sottomissione.

Viviamo una vita che non è più la nostra ma fingiamo pazientemente che lo sia.

Mi sembra ormai di attraversare anche una quarantena del cuore.

Non ci si può lasciar andare a nessun sentimento estremo perchè il rischio che si corre è di infrangere questo equilibrio traballante in cui siamo calati da troppo tempo.

No alla tristezza, no allo sconforto, no pure all’allegria che risulta essere inadatta e inopportuna.

Ho pensato così tanto alla morte in questo periodo che mi sento invecchiata di un decennio.

Deve essere per tutto questo che in fondo sto bene solo a casa e dintorni.

E guardate che razza di dintorni! 😉

Maggio ci sta regalando delle giornate caldissime (non sono sicura che sia una cosa positiva a livello generale ma faccio finta di niente per il solito quieto vivere) e oltre alle passeggiate rigeneranti mi dedico alla semina, ai trapianti e agli impianti, sudando copiosamente ogni giorno.

Nella mia serretta il rigoglio delle fronde è al suo massimo splendore e le rane si moltiplicano per la gioia della locandiera.

Ho un sacco di cose che mi riempiono gli occhi e le giornate di bellezza e lavoro sodo su me stessa per essere un po’ meglio ogni giorno che passa.

Di tutte queste meraviglie che mi porto dentro non so cosa resterà quando non ci sarò più e questa è una delle questioni su cui mi arrovello in questo periodo.

Ovviamente non ho trovato ancora nessuna risposta ma il cercare è ciò che mi dà più soddisfazioni.

A presto