In déu

Ok.

Dichiaro l’estate ufficialmente finita e confermo il nostro quasi totale rientro nei ritmi del sistema e del mondo.

Che poi non è mica così male !

Il giardino ha finalmente tirato un sospiro di sollievo e grazie alla pioggia e alle temperature più vivibili,  il verde è tornato ad essere abbagliante ed ipnotico.

Il figlio del mio lampone mi sta regalando frutti deliziosi.
Pochini eh…e mai più di tre per volta… ma di un buono !
E pensare che la pianta vera sta da un’altra parte. L’avevamo spostata in ombra per darle una posizione migliore, ma nel vecchio posto ( sotto lo schioppo del sole ) è spuntato un rametto che piano piano è diventato rovo e che nonostante le condizioni climatiche avverse ha prosperato e si è riempito di grappoli squisiti.
La pianta vera invece ad un certo punto sembrava quasi morta, poi ha rimesso un po’ di foglie ma stenta a crescere e sembra chiedermi ogni santo giorno di tornare là dov’era prima, che anche se a me non sembrava la posizione giusta lei ci stava bene lo stesso.

E suppongo che è da faccende come questa che dovrei trarre una bella lezione di vita, invece niente, mi limito a sguazzare nei sensi di colpa.

Mi sento in colpissima anche per tutte le mele cadute, che sono così buone ma il verme dentro mi fa schifo proprio e quindi mi sono ripromessa che il prossimo anno mi metterò di buzzo buono e farò il trattamento giusto al momento opportuno, tanto che il 2018 sarà l’anno del mio primo vero raccolto di mele con tutto ciò che ne consegue ( torte, confetture, eccetera ).

(Lo scrivo qui, a imperitura memoria, così eventualmente qualcuno potrà rinfacciarmelo)Questo invece dovrebbe essere l’autunno dei funghi (da fotografare of course).

Le mie scarpe da bosco scalpitano dentro la loro scatola e io finora ho immortalato solo muffacce che crescono un po’ ovunque nel nostro giardino… ma sono fiduciosa.

Il nostro parco gatti si è arricchito di una nuova misteriosa presenza.

Una intoccabile micina tricolore, arrivata da chissà dove, che abbiamo tentato di  conquistare in tutti i modi ma senza successo.

Non c’è verso di avvicinarla ma un nome se lo è guadagnato lo stesso e quel nome è Margot I  la superba.

E mentre io divago, osservo e contemplo c’è chi si rimbocca le maniche, calza gli stivaloni e fa davvero quello che si deve fare in campagna !

Il mio Capo ♥

Il mio Capo, che oltre ad essere la persona più meravigliosa del mondo, è anche mio marito e quindi talvolta gli toccano delle bizzarre incombenze, che porta a termine nonostante la loro intrinseca assurdità, data dal semplice fatto che le ho pensate io.

Tipo questa fantastica fish tower che mi ha installato nel laghetto.

Sembrava bellissima.
Finalmente un faccia a faccia quotidiano col mio pesce Haruki e per lui l’occasione di buttare un occhio al mio mondo.
Un’incredibile opportunità per evolverci.
Invece niente.
Ho giusto ‘ste due foto sbiadite fatte col cellulare.

Non so se è colpa del gatto che lo ha terrorizzato o se semplicemente non ha trovato nulla di interessante per cui valesse la pena infilarsi nell’ascensore, fatto sta che non ci ha più messo piede, nemmeno per sbaglio, e giorno dopo giorno dentro la torre han preso piede le alghe e l’acqua è diventata di un torbido inquietante.

Così la mia tanto ambita tower è stata momentaneamente rimossa ma non mi arrenderò e appena l’avrò ripulità la rimetterò al suo posto e io e il Capo ci piazzeremo di nuovo a distanza di sicurezza aspettando che accada qualcosa.Che io al Capo, ogni minuto che passiamo insieme, mi accorgo che gli voglio un bene che è difficile spiegare.

Domenica siamo andati a teatro e abbiamo visto uno spettacolo molto bello dove si recitavano anche delle poesie in dialetto.

Il dialetto Romagnolo non lo capisco proprio benissimo ma ascoltarlo è un piacere ed io mi sono innamorata di questa poesia e di questo poeta che da giorni leggo e rileggo ritrovandomi in ogni pagina.

In déu

A l déggh sémpra ènca mè, in déu l’è e’ masum,
par stè insén, s’ t vu stè insén, in dis, in véint,
cmè t fé a stè insén?
la zénta invíci u i pis d’ès una masa,
“A sérmi una trantéina,
senza cuntè i burdéll”, e i è cuntént,
“A stémm insén”,
ch’u n vó dí gnént, t staré tachèd, no insén,
piò ch’a séi e pézz l’è,
stè insén l’è un’èlta roba, ta n t n’incórz?
no, i n s  n’incórz,
lòu, ès in póch l’è cmè no èsi, lòu
i à bsògn da ès in tint, in zént, in mélla,
in dismélla, in zentmélla,
che mè, a i so stè ’nca mè,
par San Martéin, ma la festa dla Piva,
magnè, bai, t chènt, t réid, t rógg,
parchè t chin rógg, l’è tótt un rugiadézz,
se no ta n t sint, e par lòu l’è alegréa,
ch’ l’ era un caséin, e mè alè zétt te mèz,
’s’ut ch’a t dégga, u m pareva, mo dabón,
d’ès da par mè,

invíci in deu, tè e li, la sàira, ad chèsa,
a un zért mumént t smórt la televisiòun,
t ciacàr un pó, li la va ’dla, la tòurna,
sorpresa! du gelè,
t vu crema o cecolèta?
pu d’ogni tènt u s scapa, u s va ti póst,
a magnè fura, e’ cino,
e’ cino l’è una roba,
cmè da burdéll al fóli,
u s sta lè tótt disdài, zétt, incantèd,
s’u t vén dal vólti da dì quèl, di dri
u i è sémpra éun che ragna: ssst! silenzio!
pu Fine, u s zènd al luci,
l’è cmè svigés, t sté sò, e e’ basta un gnént,
che ta i tén e’ capòt, che la s l’inféila,
ch’ta la strènz, no una masa, sno sintéila.

*

In due.   Lo dico sempre anch’io, in due è il massimo, | per stare insieme, se vuoi stare insieme, in dieci, in venti, | come fai a stare insieme? | la gente invece gli piace d’essere in tanti, | «Eravamo una trentina, | senza contare i bambini», e sono contenti, | «Stiamo insieme», | che non vuol dir niente, starai attaccato, non insieme, | più siete e peggio è, | stare insieme è un’altra cosa, non te n’accorgi? | no, non se n’accorgono, | per loro, essere in pochi è come non esserci, loro | hanno bisogno d’essere in molti, in cento, in mille, | in diecimila, in centomila, | che io, ci sono stato anch’io, | per San Martino, alla festa della Pieve, | mangiare, bere, canti, ridi, urli, | perché devi urlare, è tutto un urlío, | se no non ti senti, e per loro è allegria, | che era un casino, e io lí zitto in mezzo, | cosa vuoi che dica, mi pareva, ma davvero, | d’essere solo, || invece in due, tu e lei, la sera, in casa, | a un certo momento spegni la televisione, | chiacchieri un po’, lei va di là,  torna, | sorpresa! due gelati, | vuoi crema o cioccolato? | poi ogni tanto si esce, si va nei posti, | a mangiare fuori, al cinema, | il cinema è una roba, | come da bambini le favole, | si sta lí tutti a sedere, zitti, incantati, | se ti viene delle volte da dir qualcosa, dietro | c’è sempre uno che protesta: ssst! silenzio! | poi Fine, si accendono le luci, | è come svegliarsi, ti alzi, e basta un niente, | che le tieni il cappotto, che se l’infila, | che la stringi, non molto, solo sentirla.

E niente, Raffaello Baldini ha questo modo di guardare il mondo che mi commuove e mi fa sentire a casa.

Buon fine settimana !

***
Se avete un paio di ore libere, sempre a proposito di poesia, vi consiglio questo film bellissimo

4 thoughts on “In déu

  1. Con la foto dell’ipomea mi hai aperto il cuore! <3 L'anno prossimo devo trovarle anch'io un qualcosa a cui arrampicarsi per bene, non voglio vederla ondeggiare con la bora, poverina, mi ha dato tantissime soddisfazioni.
    Che bella la poesia, non la conoscevo, mentre il film è nella lista di quelli da guardare dopo aver visto il trailer tempo fa.
    Un abbraccio autunnale (dai, ormai ci siamo!) 🙂

    1. La mia Ipomea dovresti vederla adesso che ha ritrovato il suo clima idale…un trionfo di fiori che ogni mattina mentre vado alla macchina mi incanto a guardare. E’ un fiore così semplice eppure si porta dentro delle sfumature pazzesche che cambiano col movimento del sole. Io lo trovo incredibilemente sottovalutato e ogni anno ne pianto un po’ di semi qua e là perchè so per certo che al loro sbocciare stupiranno qualcuno così come stupiscono noi due.

      Spero che quest’autunno ti dia delle soddisfazioni grosse.
      A me per adesso ha dato un mal di gola epocale e un successivo raffreddore assassino ma non mi lascio scoraggiare…fuori tutto sembra bellissimo e non ho intenzione di lasciarmelo sfuggire !

      A prestissimo

  2. …la mia pianta di mele cotogne quest’anno ha tirato fuori una sola mela ma bella, bella …bella come quella tua in primo piano illuminata, in compenso però generosa è stata la pianta delle mele renette , con le quali mi sono sbizzarrita bene bene in torte e confetture….e ancora ce n’è….Hai…hai…hai ..ma come, hai mandato a male tutte quelle belle mele perché erano bacate!!??Hai provato a pulirne e assaggiare una …!!?? tutto un altro sapore rispetto a quelle che si comprano ….Sono fortunata perché mia sorella la pensa come te e io allora mi sono raccolta anche quelle delle sue piante e quei cassettini pieni di mele, anche se bacate,nella dispensa per me sono i soprammobili più belli ….e mio marito ogni sera ne sbuccia una e lo sento sempre magnificare il sapore La mia pianta di lamponi non si è ancora acclimatata e non so se lo farà mai …strano sono piante molto rustiche ma….Ma quanti gatti hai !!?? Io finalmente ne ho una nera ,nera e tanto cacciatrice …quando sono nel giardino ce l’ho sempre tra i piedi , ho paura che prima o poi mi mandi all’ospedale con qualcosa fratturato perché ho paura che mi farà cadere ..
    Che bello …quanto sei innamorata di tuo marito!!! Non litigate mai!!?? Una volta in farmacia un cliente mi chiedeva di lui ..io risposi ad alta voce “quando non lo vedo non me lo dovete nominare!!”Il giorno dopo ricevetti diverse telefonate ..mi.chiedevano se c’eravamo separati!!!…ma lui lo sa che non ci separeremo mai… perché ho paura di dormire sola la notte e neanche può andare a dormire in un ‘altra stanza…Anche io gli voglio bene ma certe volte !!! Poi quando sta facendo qualche lavoro nell’orto o in cortile o…non vuole che io stia vicino…Insomma la” fish tower insieme non l’avrebbe mai costruita e n’è tanto meno ammirata ….
    Bella la poesia !!! mio padre aveva un libro di poesie in dialetto vallecorsano (Vallecorsa Fr) il nostro dialetto …poi se l’è preso mio marito se lo ritrovo te ne trascrivo una in particolare molto bella proprio sull’amore, unione di coppia …
    BUON AUTUNNO!!!

    1. Ciao Francarita !

      Allora, Luglio è passato da un pezzo ed è ora che ti decidi ad aggiornare la tua pagina che io continuo ad andare a bussare ma non ci trovo nessuno 😉

      Penso che ci siano molti modi di amarsi, a seconda del carattere e dell’indole delle persone, e penso che siano tutti modi belli ma la fortuna vera è incontrare qualcuno che ti ama nel modo esatto di cui tu hai bisogno per stare bene.
      Io sono una persona molto difficile con cui avere a che fare tutti i giorni e il Capo è un santo, se non litighiamo è perchè piano piano siamo riusciti a trovare un modo per evitarlo, per non volerci per forza sopraffare a vicenda ed è stata la svolta decisiva nella qualità del nostro rapporto.

      Certo che anche il farmi trovare il letto caldo tutte le sere aumenta di parecchio il suo punteggio di marito ideale 🙂

      Qui l’autunno quest’anno è meraviglioso e io cerco di godermelo nonostante il primo terribile raffreddore che ci siamo rimpallati tutti dentro casa e che io ancora mi trascino dietro.

      un abbraccio grande grande

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